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Progetto di UniPa contro la disinformazione. Incontro con gli studenti sui flussi migratori

Prosegue il ciclo di incontri on line promossi dall’Università di Palermo sul tema della disinformazione e dei rischi connessi alla divulgazione di notizie false. L’iniziativa nasce nell’ambito di Fake News, progetto finanziato dall’Unione Europea nell’ambito della Smart Specilisation Strategy e di cui UniPa è uno dei partner. L’obiettivo è sperimentare l’utilizzo di tecnologie Ict avanzate per cercare di arginare il fenomeno.

L’attività di algoritmi e motori di ricerca ha bisogno di essere affinata da dispositivi concettuali capaci di individuare in maniera sempre più accurata l’autenticità dei contenuti giornalistici. E’ in quest’ambito che trovano spazio gli Electronic Town Meeting (Etm), strumenti di partecipazione basati sul coinvolgimento diretto dei soggetti operanti, ai quali, tramite una piattaforma informatica dedicata, viene data la possibilità di confrontarsi su specifici temi sia con gli esperti, nel corso di un’assemblea generale, che all’interno di stanze virtuali dove discutere ed elaborare risposte da sottoporre alla deliberazione finale.

Il 13 maggio scorso si è svolto il quarto dei cinque Etm previsti dal progetto. Stavolta è toccato al tema Fake News e Migranti. A intervenire come relatori, portando la propria esperienza e confrontandosi con gli studenti, sono stati il sindaco di Lampedusa Totò Martello e Alessandra Sciurba, coordinatrice della Clinica Legale Migrazioni e Diritti dell’Università di Palermo.

Martello ha parlato delle difficoltà riscontrate negli anni per affermare la verità sugli accadimenti che hanno interessato l’isola di Lampedusa, una delle aree del nostro Paese più soggette agli sbarchi e, di conseguenza, nel mirino della disinformazione. <<Qualche anno fa fu fatta circolare la notizia secondo cui i tunisini mangiavano i cani. Era assolutamente falso, ma si diffuse venendo ripresa anche da testate nazionali>>, ha ricordato il sindaco. Sciurba ha parlato della propria esperienza sulle navi impegnate nei salvataggi in mare e degli interessi che ruotano attorno ai meccanismi che si mettono in moto nel divulgare una rappresentazione alterata dei fatti.
“Bisogna fare attenzione all’utilizzo che si fa delle parole, ai limiti che si scelgono per raccontare le notizie”, ha sottolineato.

In precedenza gli Etm hanno affrontato, tra le altre, il tema degli aspetti legali connessi al ricorso alle fake news e gli effetti delle bufale divulgate parlando di cambiamenti climatici.
Il ciclo di incontri si chiuderà venerdì prossimo con l’Etm dedicato a fake news e aspetti sanitari.

 

 

 

 

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