HomeAttualitàTrapani, primo sopralluogo per il progetto "Use it"

Trapani, primo sopralluogo per il progetto “Use it”

Attraverso Urbact il Comune creerà degli spazi per i giovani all'ex Mattatoio, al quartiere Cappuccinelli e al Principe di Napoli

Usare il trasferimento di buone pratiche dall’Europa per investire sull’ex Mattatoio, il quartiere Cappuccinelli e il Principe di Napoli. L’obiettivo è recuperare i luoghi abbandonati e finalizzarli ad un riuso sociale innovativo: in questa ottica il Comune di Trapani ha ottenuto un finanziamento insieme alle città di Birmingham (Regno Unito), di Rotterdam (Olanda) e di Poznah (Polonia). Il budget complessivo di progetto è di 550 mila euro di cui 110 mila euro è la quota destinata alle attività assegnate al Comune.

Ieri il primo sopralluogo negli spazi interessati dal piano di investimento e poi, nel pomeriggio, un tavolo tecnico dove hanno relazionato Simone D’Antonio, rappresentate dell’Anci, dell’area studi e ricerche e banche dati delle autonomie locali National Urbact point; Andreana Patti, assessore alle Politiche Comunitarie e programmi di sviluppo territoriale; Marilena Cricchio, funzionario del Comune Trapani referente Progetto; Maria Anna De Vita, presidente Consorzio Solidalia; Sergio Parisi, presidente Beehive-Valore Sud; Clelia Messina, vice presidente Trapani per il Futuro; Giuseppe La Rocca, direttore Fondazione Comunitaria di Agrigento e Trapani; Toni Bertolino, segretario Confartigianato Trapani.

Il progetto sarà usato per incrementare il Campus Giovani che nascerà presso l’ex Mattatoio ma sono previste anche delle stazioni di coworking al Principe di Napoli, struttura di cui il Comune è tornato in possesso da pochi mesi e che presto sarà riaperto.

“È un programma molto ambizioso – spiega l’assessore Andreana Patti – che attraverso il trasferimento di quelle che vengono chiamate buone pratiche, i Comuni beneficiari potranno usufruire di questi fondi strutturali. Trapani, di fatto, apre Urbact visto che è la prima città siciliana a vincere questo tipo di bando. Stiamo quindi svolgendo un piano di investimenti che poi l’Europa potrà anche finanziare”.

Per Simone D’Antonio, “Trapani sta esprimendo una serie di progettualità importante anche in termini di finanziamenti ricevuti – afferma il rappresentate dell’Anci, l’Associazione dei Comuni Italiani – . È fondamentale legarsi ad altre realtà italiane e straniere per creare dei progetti che possano avere una prospettiva di medio e lungo periodo. Questo da una sicurezza al territorio, agli stakeholders e gli attori che si muovono nei relativi settori. Urbact è un esempio pratico di esperienza pratica che permette di replicare progetti già svolti in altre città”. Insomma, l’obiettivo è sempre quello di rendere Trapani una smart city, a misura di giovani e di lavoratori.

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